Comunicato Stampa - Terremoto, Geologi del Lazio: "Ricostruzione ancora troppo lenta"

Anche l'Ordine dei Geologi del Lazio è intervenuto con una propria delegazione al convegno "30 ottobre 2016 - Magnitudo 6.5: il punto dei Geologi a un anno dal sisma", organizzato nella giornata di ieri dal Consiglio Nazionale dei Geologi e dall'Ordine dei Geologi delle Marche presso l'Auditorium Monsignor Silvano Montevecchi di Ascoli Piceno. Un evento importante, che ha visto la partecipazione di autorevoli esperti di settore e di numerosi esponenti istituzionali: "Abbiamo concordato in maniera unanime - afferma la vicepresidente dei Geologi del Lazio, Tiziana Guida - sull'esigenza di operare una corretta programmazione urbanistica del territorio, rispettosa dei delicati equilibri naturali presenti, e sulla necessità di sensibilizzare ed educare società civile e istituzioni al principio della prevenzione, della conoscenza e della gestione dei rischi naturali. Su questo tema, purtroppo, c'è ancora molto da fare". Parlando del sciame sismico che lo scorso anno ha devastato l'Italia Centrale, ha ricordato come l'Ordine dei Geologi del Lazio abbia svolto un "ruolo di primo piano, dando il proprio contributo con il gruppo di Protezione Civile fin dai primi momenti dell'emergenza". La Vicepresidente dell'Ordine ha sottolineato poi come, in seguito al terremoto, "La Regione Lazio ha stanziato risorse economiche per i Piani di Emergenza Comunale e, ad oggi, quasi il 90% dei Comuni del Lazio ha provveduto all'adeguamento dei PEC". Tra le note positive "anche lo sblocco dei fondi per gli studi di livello 1 di micro zonazione sismica, che rappresentano utili strumenti per la pianificazione urbanistica e per la pianificazione in situazione di emergenza sismica".

La vicepresidente dei Geologi Lazio si è poi soffermata sulle problematiche che stanno causando forti rallentamenti alle procedure di ricostruzione delle aree colpite dal sisma: "Nel Lazio vige un regolamento per le autorizzazioni sismiche, che prevede indagini minime obbligatorie. Indagini che garantiscono sì uno standard elevato in termini di sicurezza e qualità degli elaborati prodotti, ma che, ai fini della ricostruzione di un edificio, prevedono un costo maggiore rispetto al contributo previsto dalle Ordinanze". "Un immobile di 150 metri quadri con un danno medio - porta ad esempio - riceverà un contributo per la ricostruzione di circa 135mila euro, il contributo per le indagini massimo è del 3%, quindi 4mila euro, mentre le indagini da eseguire, perché il progetto ottenga l'autorizzazione sismica ai sensi del Regolamento regionale dai competenti uffici dei Geni Civili, costeranno 9mila euro. In questa situazione, quindi, il proprietario di quell'immobile dovrà contribuire con diverse migliaia di euro affinché la progettazione della sua casa possa andare avanti: soldi che i cittadini spesso non si possono permettere, figuriamoci chi ha visto la propria abitazione sgretolarsi a causa del terremoto. E questo accade solo nel Lazio, l'unica regione ad avere questo tipo di regolamento. "Per questo motivo, come ordine dei Geologi del Lazio, abbiamo proposto un tavolo con tutti gli enti preposti affinché si giunga ad una soluzione concreta e definitiva del problema", ha spiegato ancora Tiziana Guida nel suo intervento al convegno di Ascoli Piceno. Convegno a cui hanno preso parte anche Marina Fabbri, coordinatore della commissione Protezione Civile dell'Ordine dei Geologi del Lazio, e Maria Rosaria Manuel e Lucia Fortini, entrambe membri del consiglio dell'Ordine dei Geologi del Lazio, alle quali sono stati consegnati nell'occasione gli attestati di merito per aver partecipato alle attività di supporto al Dipartimento Nazionale della Protezione Civile per la gestione ed il superamento dell'emergenza sismica del Centro Italia 2016 - 2017.

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pubblicata in data 1 novembre 2017 - Ordine

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