HERNICA SAXA: Le pietre che uniscono. L’Ordine dei Geologi del Lazio concede il patrocinio alla candidatura di Anagni Capitale italiana della Cultura 2028
“Hernica Saxa”, le Pietre Erniche, richiama un’eredità millenaria che affonda le proprie radici nella geologia e nella morfologia della Ciociaria. Le grandi mura megalitiche, simbolo identitario di queste città, non rappresentano soltanto straordinarie opere dell’ingegno umano, ma testimoniano un dialogo antico tra comunità e paesaggio, tra conoscenza del territorio e capacità di abitare in equilibrio con esso.
L’Ordine dei Geologi del Lazio ha accolto con profonda soddisfazione la richiesta di patrocinio per il progetto “Hernica Saxa”, presentato nell’ambito della candidatura congiunta di Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli a Capitale Italiana della Cultura 2028, riconoscendone il valore quale esempio di cultura che nasce dalla terra, dalla pietra e dalla storia profonda dei territori.
Le pietre raccontano processi naturali, tecniche costruttive e dinamiche sociali che attraversano i millenni, dimostrando come la conoscenza del suolo e del sottosuolo sia parte integrante dell’identità culturale dei territori. Quelle stesse pietre che per secoli hanno segnato confini e difese diventano oggi ponti di unione, trasformando antiche rivalità in una visione condivisa. Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli scelgono così di presentarsi insieme, riconoscendo nella cultura e nella comune matrice geologica il fondamento di un’identità collettiva proiettata verso il futuro.
Per l’Ordine dei Geologi del Lazio, questa richiesta di patrocinio assume un valore ancora più rilevante perché per la prima volta in modo così esplicito una candidatura a Capitale Italiana della Cultura riconosce e valorizza anche la cultura geologica come parte integrante del patrimonio culturale. Un passaggio importante che contribuisce ad accrescere una consapevolezza fondamentale: il Paesaggio è Geologia. Ciò che oggi percepiamo come identità visiva, culturale e storica dei luoghi nasce infatti dai processi geologici che ne hanno modellato forme, materiali e insediamenti umani.
In questa prospettiva, il progetto assume anche una forte dimensione strategica attraverso il geoturismo, inteso come modello di sviluppo sostenibile capace di coniugare tutela, conoscenza e crescita economica. Valorizzare il patrimonio geologico significa promuovere un turismo consapevole, destagionalizzato, a basso impatto ambientale e ad alto valore culturale, capace di generare nuove opportunità occupazionali qualificate e di stimolare la nascita di imprese innovative legate alla cultura, alla divulgazione scientifica e alla fruizione del territorio.
Il geoturismo rappresenta infatti uno dei nuovi modelli economici territoriali, fondato sulla sostenibilità, sulla resilienza delle comunità locali e sulla valorizzazione delle risorse identitarie non delocalizzabili. Le mura megalitiche, le stratificazioni rocciose e i contesti urbani storici diventano così elementi centrali di una narrazione capace di attrarre visitatori, investimenti e progettualità innovative, senza snaturare l’equilibrio dei luoghi.
«Concedere il patrocinio a “Hernica Saxa” — dichiara la Presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio, Simonetta Ceraudo — significa sostenere una visione nuova della cultura, nella quale la geologia entra finalmente a pieno titolo tra gli elementi fondativi dell’identità territoriale. Promuovere la cultura geologica significa anche favorire un geoturismo responsabile, capace di rafforzare il legame tra comunità, paesaggio e sviluppo».
L’Ordine conferma con convinzione il proprio impegno in un percorso che riconosce alla geologia un valore culturale, sociale ed economico strategico, capace di rafforzare la consapevolezza del territorio, consolidare la coesione tra le comunità e promuovere uno sviluppo sostenibile.
La candidatura di Anagni e delle Città Erniche rappresenta non solo una sfida culturale, ma un segnale chiaro: quando le comunità riconoscono nelle proprie radici geologiche e storiche la base della propria identità, la pietra non è più muro, ma diventa fondamento di una nuova visione del territorio e del suo sviluppo.