Maltempo a Latina: la prevenzione parte dalla conoscenza del territorio
L’Ordine dei Geologi del Lazio richiama l’attenzione sulla vulnerabilità idraulica della Pianura Pontina e sulla necessità di rafforzare la prevenzione attraverso la conoscenza geologica e una pianificazione territoriale consapevole.
Roma, 22 ottobre 2026 – Oltre 160 millimetri di pioggia registrati a Latina, canali esondati, strade e abitazioni allagate, sottopassi impraticabili e infrastrutture strategiche in difficoltà. Il violento evento meteorologico che ha colpito il territorio pontino nella notte tra il 20 e il 21 ottobre riporta al centro dell’attenzione la vulnerabilità idraulica di un territorio profondamente trasformato dall’uomo.
«Non è soltanto la quantità di pioggia a determinare le conseguenze di un evento, ma anche la rapidità con cui questa raggiunge il suolo e la capacità del territorio di smaltirla – dichiara Simonetta Ceraudo, Presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio -. La Pianura Pontina presenta caratteristiche geomorfologiche peculiari, con vaste aree a debole pendenza e una complessa rete di canali di bonifica. È un equilibrio delicato, nel quale le trasformazioni urbanistiche, l’impermeabilizzazione dei suoli e le condizioni del sistema di drenaggio possono incidere sulla risposta alle precipitazioni intense».
Secondo i dati della piattaforma IdroGEO dell’ISPRA, circa 37,5 km² del territorio comunale di Latina, pari al 13,5% della superficie complessiva, ricadono nello scenario di massima estensione delle aree potenzialmente inondabili, con oltre 10.000 abitanti, circa 2.000 edifici e 625 imprese esposti. Dati che documentano una condizione di pericolosità già conosciuta, pur non rappresentando l’effettiva estensione degli allagamenti verificatisi.

Una prima ricognizione delle località interessate, confrontata con le cartografie del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI), suggerisce inoltre che alcune criticità potrebbero essersi manifestate anche al di fuori delle aree classificate a rischio idraulico.
«Questo aspetto merita un’attenta verifica – prosegue Ceraudo -. Non tutti gli allagamenti hanno la stessa origine: occorre distinguere le esondazioni dei corsi d’acqua dai ristagni meteorici, dalle difficoltà del drenaggio urbano e dagli eventuali fenomeni di rigurgito. Le carte del rischio sono strumenti fondamentali, ma non possono essere considerate una rappresentazione esaustiva di tutte le possibili criticità idrauliche, soprattutto nei territori fortemente urbanizzati».
Per l’Ordine dei Geologi del Lazio, l’evento deve rappresentare l’occasione per avviare una ricostruzione tecnica delle aree effettivamente allagate, integrando dati pluviometrici, caratteristiche geologiche e geomorfologiche, reticolo di bonifica e trasformazioni urbanistiche. Un’analisi necessaria per individuare le criticità ricorrenti, valutare la capacità di risposta dei sistemi di drenaggio e orientare interventi di prevenzione mirati, con particolare attenzione alle infrastrutture strategiche.
«Sarebbe semplicistico attribuire tutto all’eccezionalità delle precipitazioni, così come individuare responsabilità senza aver ricostruito le effettive dinamiche dell’evento. Occorre però interrogarsi anche su quanto le trasformazioni urbanistiche e la progressiva impermeabilizzazione dei suoli abbiano inciso sulla capacità del territorio di assorbire e smaltire le acque meteoriche.
Il prossimo 27 ottobre sarà presentato il nuovo Rapporto ISPRA sul consumo di suolo. Sarà un’occasione importante per verificare, anche nel territorio pontino, se si stia finalmente registrando un’inversione di tendenza o se continuiamo a sottrarre al territorio superfici naturali e agricole, compromettendone progressivamente le funzioni.
Ogni metro quadrato di suolo che impermeabilizziamo è una superficie che perde gran parte della propria capacità di infiltrare l’acqua. Non significa che il consumo di suolo sia necessariamente la causa degli allagamenti di questi giorni, ma è un fattore che non possiamo ignorare nella pianificazione e nella prevenzione del rischio.
La sicurezza del territorio si costruisce prima dell’emergenza, attraverso la conoscenza geologica e scelte urbanistiche capaci di rispettarne caratteristiche e limiti».

Fonte del grafico (stazione di Latina): https://temporeale.regione.lazio.it/aegis/map/map2d