Norme Tecniche per le Costruzioni

Non si hanno ancora informazioni ufficiali sulla famigerata revisione delle Norme Tecniche per le Costruzioni di cui al DM 14/01/2008. Le comunicazioni informali trapelate quest’estate sul web, sono state smentite dal CSLLPP che nella Home Page del proprio sito, riporta quanto segue:

Risulta a questo Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici la diffusione, su diversi siti anche istituzionali, di presunte bozze di revisione delle Norme tecniche sulle costruzioni di cui al DM  14.01.2008, di più o meno dichiarata attendibilità. Si precisa al riguardo che, allo stato, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sta procedendo all’esame della revisione di cui trattasi, per cui le Norme vigenti restano quelle del citato DM  14.01.2008 e qualunque versione o bozza di revisione in circolazione è da ritenersi inattendibile e priva di qualunque validità applicativa.”

Uno dei punti della norma all’esame dei Revisori riguarderebbe il concetto di Vita Nominale delle costruzioni (cfr. Professione Geologo n°18 - Luglio 2008 pag. 17). In particolare sono previsti  valori di vita nominale inferiori per le costruzioni esistenti rispetto alle nuove costruzioni;la direzione è quella di semplificare le verifiche in campo sismico per l’adeguamento degli edifici esistenti. Questi ultimi, per ovvie ragioni di numerosità, costituiscono il maggiore dei problemi da affrontare per ridurre il rischio sismico. Diminuendo la vita nominale, diminuisce la “domanda” di prestazione che il sisma pone,poiché si riduce la Vita di Riferimento in cui valutare l’azione simica di progetto(SLO, SLD, SLV, SLC). Il concetto è, a parità di Sicurezza ottenibile, diminuire i tempi di ritorno del sisma atteso per ottimizzare i costi di adeguamento.

Altre novità riguarderebbero le Categorie di Sottosuolo per la stima degli effetti stratigrafici di amplificazione sismica; anche qui il fine è semplificare rispetto al recente passato, superando razionalmente le criticità oggettive legate al parametro Vs,30, senza dover necessariamente ricorrere in ogni caso a valutazioni numeriche di Risposta Sismica Locale.

Per ulteriori approfondimenti della revisione si rimanda ad un successivo momento di confronto prevedibile all’indomani della emissione.

Si precisa che le Norme Tecniche per le Costruzioni non entrano nel merito delle competenze professionali, attribuite per Legge altrove e non modificabili da un Decreto Ministeriale e dalle sue successive modifiche e integrazioni.

 

A fine 2014, l'Assemblea del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha approvato la bozza delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni. Il documento non è definitivo e ad oggi si prevedono ulteriori modifiche e/o integrazioni.

Come precedentemente riportato, grande attenzione è posta alla Sicurezza degli edifici esistenti e in particolare al concetto di aumento della stessa in termini di miglioramento e di adeguamento. Nelle NTC del 2008 si dava la precedenza all’adeguamento di un edificio esistente, mettendo in secondo piano il miglioramento. Adesso è ritenuto più importantequest’ultimo, ottenuto distribuendomeglio e ottimizzando le poche risorse disponibili.

In campo sismico,il rapporto tra l'azione sismica massima sopportabile dalla struttura e l’azione sismica massima che si utilizzerebbe nel progetto di una nuova costruzionepuò essere minore di uno. In pratica la costruzione esistente “migliorata” può non raggiungere il livello di Sicurezza delle nuove costruzioni.

Nelle norme del 2008 si affermava che gli interventi di miglioramento sono finalizzati ad aumentare la Sicurezza esistente senza raggiungere necessariamente i livelli prestazionali attesi dalle stesse norme; ora vengono date indicazioni esplicitesui livelli minimi da raggiungere in ragione del rapporto sopra descritto. Questo dovrà essere uguale o superiorea 0,1 per gli edifici di Classe II e III; uguale o superiore a 0,4 per quelli di Classe IV.

Sarà decisamente interessante verificare come in futuro tali aspetti verranno recepiti a livello regionale, in relazione agli aspetti sismici delle prestazioni geologiche professionali.

 

Circolare CNG 318 del 29 luglio 2010 - Parere del CNG sulle bozze delle circolari predisposte dal Consiglio Superiore dei LL.PP. – Servizio Tecnico Centrale relative a: Criteri per il rilascio dell’autorizzazione dei labora-tori sui materiali da costruzioni di cui all’art. 59 del DPR 380/01; Criteri per il rilascio dell’autorizzazione dei laboratori di prove sulle terre e sulle rocce di cui all’art. 59 del DPR n° 380/01; - Criteri per il rilascio dell’abilitazione degli or-ganismi di indagini geognostiche, prelievi e prove sui terreni in sito di cui all’art. 59 del DPR n° 380/01

Interrogazione parlamentare a risposta scritta n. 4-06657 al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti

Iter e problematiche derivanti dall'applicazione del D.M. 14/01/2008

Con D.M. 14 gennaio 2008 del Ministero delle Infrastrutture, pubblicato sulla  Gazzetta Ufficiale n. 29 del 4 febbraio 2008 - Suppl. Ordinario n. 30, sono state approvate le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni.

Successivamente sulla Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2009 – Suppl. Ordinario n. 27 è stata pubblicata la Circolare 2 febbraio 2009 contenente le istruzioni per l’applicazione delle “Nuove norme tecniche per le costruzioni” di cui al D.M. 14 gennaio 2008.

Il 30 giugno 2009, per effetto del DL 39/2009, convertito nella Legge 77/2009, è terminato il regime transitorio per l’operatività della revisione delle norme tecniche per le costruzioni e pertanto dal 1° luglio 2009 è obbligatoria l’applicazione delle nuove NTC.

L'applicazione della nuova normativa ha determinato un periodo di incertezza, a causa della dubbia interpretazione, in particolare, del paragrafo 6.2.2, laddove viene introdotto l’obbligo, ai sensi dell’art. 59 del DPR 380/01, di far eseguire le indagini geotecniche per la definizione del modello geotecnico, sia in sito che in laboratorio, esclusivamente da strutture “concessionate” dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (M.I.T.).

Quest’Ordine, fin dal primo Consiglio, ha deciso di assumere una propria posizione al riguardo, che si è manifestata nell’elaborazione di un documento, presentato il 15 novembre u.s. a Firenze, in occasione della riunione della Commissione Interregionale NTC. Tale documento ha costituito la base che, a seguito di alcune revisioni (Conferenza dei Presidenti di Catania del 26 novembre u.s., incontro degli Ordini Regionali a Roma del 15 dicembre u.s.), è stata ratificata e licenziata nella versione definitiva a Roma il 16 dicembre u.s., in occasione dell’incontro CNG – OO.RR., e fatta propria dal Consiglio Nazionale.

Il documento è stato trasmesso ai Geni Civili ed al M.I.T., per essere utilizzato per una interpretazione condivisa della normativa, nonché in sede di aggiornamento della stessa (attualmente in corso) nell’ottica di tutelare la dignità e la professionalità della figura del geologo.

Cosa cambia

Il D.M. 11 marzo 1988, seppur non sia stato ufficialmente abrogato, può ritenersi sostanzialmente superato dalle NTC2008 che, come recita la Premessa al Cap 1: “…raccolgono in un unico organico testo le norme prima distribuite in diversi decreti ministeriali” e, soprattutto, risultano essere coerenti con gli Eurocodici (Eurocodice 7 - progettazione geotecnica in particolare). Il DM 11 marzo ’88 non è applicabile (tranne per quanto riportato al par. 2.7 di NTC 2008) poiché legato alla progettazione tradizionale alle tensioni ammissibili (per le strutture), con utilizzo del coefficiente globale di sicurezza (per la geotecnica) e non consente di valutare la stabilità e le prestazioni in esercizio secondo il metodo semiprobabilistico agli stati limite basato sull’impiego dei coefficienti parziali e normato al par. 2.3 di NTC 2008 in accordo con l’Eurocodice.

C’è da precisare che in geotecnica il metodo all’equilibrio limite per la verifica al collasso (SLU) di fondazioni, pendii e opere di sostegno non è una novità (modelli rigidi perfettamente plastici); la novità per gli aspetti geotecnici sta proprio nell’utilizzo dei coefficienti parziali di sicurezza in luogo di quelli globali (i famosi 3,0-2,5-2,0 per le fondazioni superficiali/pali, 1,3 per i pendii, 1,3-1,5-2,0 per i muri di sostegno). Il vero, rivoluzionario passaggio dalle verifiche di sicurezza alle tensioni ammissibili a quelle agli stati limite vale in realtà per le strutture (calcestruzzo, acciaio) per le quali ora si considerano le riserve di sicurezza oltre la soglia di elasticità (inesistente nei terreni) al limite della rottura.

 

Dispense del corso del Prof. Aiello tenutosi a Roma il 16 MARZO 2010

Modulo 1 - Modulo 2 - Modulo 3 - Modulo 4 - Modulo 5 - Modulo 6 - Modulo 7 - Modulo 8 -

Modulo 9 - Modulo 10 - Modulo 11 - Modulo 12

 

Informazioni sismiche e sismologiche in rete
Nella definizione completa di un modello geologico e delle pericolosità geologiche ad esso connesse, possono essere incluse varie informazioni legate ai caratteri della sismicità dell’area in studio. A tale scopo esistono in rete diversi siti web, italiani e non, che rendono rapidamente disponibili dati che solo fino a qualche anno fa sarebbero stati reperibili con notevole difficoltà.

I progressi della ricerca scientifica in Italia sul tema, condotti dal mondo accademico e dai vari enti di ricerca pubblici e privati esistenti, in uno con la maggiore fruibilità dei risultati ottenuti rispetto al passato, consentono sempre più al mondo della professione di offrire servizi specialistici aggiornati che si riveleranno imprescindibili per un corretto e competitivo svolgimento delle attività professionali future; tutto ciò nell’ottica di un auspicabile e continuo “avvicinamento” degli obiettivi conseguiti dalla Ricerca di base alla risoluzione di problemi applicativi di ordine pratico. Segnaliamo di seguito un elenco di utili siti web, molti dei quali già noti,  in cui poter raccogliere importanti dati relativi a studi di pericolosità sismica di base, sismologia e sismologia storica, tettonica attiva, etc. L’elenco è “aperto” nel senso che verrà costantemente aggiornato nel tempo.

- http://esse1-gis.mi.ingv.it/  il sito fornice stime puntuali della pericolosità sismica di base sul territorio nazionale che attualmente non è più definita per zone sismiche ma in corrispondenza di migliaia di punti disposti su una griglia regolare. Le zone sismiche assumono un ruolo esclusivamente amministrativo e sono gestite a livello regionale; nel Lazio la recente:

http://www.regione.lazio.it/binary/web/ambiente_argomenti/Mappa_Zonazione_Sismica_Regione_Lazio.jpg . Altre interessanti informazioni sono reperibili qui: http://esse1.mi.ingv.it/  dove tra gli altri, il paragrafo Norme Tecniche per le Costruzioni espone utili risposte a interrogativi frequenti su tali argomenti.

 

- http://www.cslp.it/cslp/index.php?option=com_content&task=view&id=75&Itemid=20

il sito consente di scaricare il programma “Spettri di risposta ver. 1.03” mediante il quale, in sostanziale accordo con gli studi dell’INGV, si può ottenere lo spettro di riposta elastico rappresentativo dell'azione sismica alla scala del manufatto sia in forma grafica, sia in forma numerica; uno spettro orizzontale ed uno verticale per ogni categoria di sottosuolo A, B, C, D, E, differente per ogni sito di costruzione e per ogni situazione topografica.

 

- http://diss.rm.ingv.it/diss/ il sito presenta l’ultima versione del Database delle sorgenti sismogenetiche individuali per terremoti di magnitudo superiore o uguale 5 sull’intero territorio italiano e su alcune regioni confinanti. L’individuazione e la caratterizzazione di tali sorgenti, identificate attraverso studi geologico-geofisici, consentirà una sempre migliore definizione dei sistemi di faglie attive. Sottolineiamo che ad oggi in Italia, le stime più recenti di pericolosità sismica su base probabilistica, sono eseguite solamente con il contributo di sorgenti areali, che includono tutte le unità sismotettoniche caratterizzanti un’area ritenuta omogenea rispetto all’attività sismica; ciò significa che all’interno di queste zone i terremoti hanno la stessa probabilità di occorrenza in ogni punto e sono indipendenti tra loro e stazionari nel tempo. In questo tipo di valutazione non è riconosciuto il ruolo della singola sorgente sismogenetica perché la localizzazione delle singole faglie e la loro specifica sismicità  è ancora scarsamente definita.

Il progetto DISS, iniziato nel 2000 e costantemente aggiornato, mira a fornire informazioni più dettagliate proprio sulle proprietà geometriche e cinematiche delle singole strutture di faglia (lunghezza, ampiezza, slip rate) e sull’influenza che esse hanno nella corretta definizione della  pericolosità sismica, permettendo altresì di individuare aree di potenziale gap sismico. Mediante DISS si possono ottenere la localizzazione geografica, la stima del meccanismo di fagliazione, la profondità efficace e la magnitudo massima attesa. Il Database include circa duemila dati bibliografici selezionati, numerose immagini e layers contenenti dati geologici e sismologici significativi.

 

http://www.isprambiente.it/ithaca/ in tema di faglie attive si segnala questo sito del Servizio Geologico d’Italia – APAT, che evidenzia la pericolosità legata alla fagliazione superficiale (ITaly HAzard from CApable faults) specialmente in aree densamente popolate ed industrializzate. Ricordiamo che un faglia “capace” è una faglia attiva in grado di produrre deformazioni sulla superficie terrestre. Studi paleosismologici hanno consentito di caratterizzare dislocazioni tardo pleistoceniche-oloceniche che hanno interessato molte strutture prima considerate silenti.

ITHACA è un database di facile consultazione ed è uno strumento fondamentale per: analisi di pericolosità ambientale e sismica, comprensione dell’evoluzione recente del paesaggio,  pianificazione territoriale e  gestione delle emergenze di Protezione Civile.

 

- http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/ attraverso un archivio di osservazioni macrosismiche denominato DBMI04, il sito permette una rapida consultazione della storia sismica di una determinata località di interesse, nonché una ricerca mirata dei risentimenti avvertiti a seguito di un dato terremoto; è stata da poco aggiunta anche una sezione per i recenti eventi dell'Aquila.

Il database è stato utilizzato per la compilazione del catalogo parametrico dei terremoti italiani CPTI04 http://emidius.mi.ingv.it/CPTI04/ricerca04.php mediante il quale è possibile effettuare ricerche sismologiche più mirate dal 227 a.C. al 2002, attraverso la sezione “interrogazione per parametri” e la delimitazione di aree circolari o rettangolari intorno ad un punto noto di coordinate geografiche espresse in gradi sessagesimali-decimali.

 

- http://itaca.mi.ingv.it/ItacaNet/ il sito consente di accedere attraverso un data base di facile consultazione a registrazioni accelerometriche di terremoti italiani dal 1972 al 2004; anche qui sono stati aggiunti da poco i dati relativi alla recente sequenza aquilana. Il data set accelerometerico è composto da più di 2200 forme d'onda a tre componenti relative a più di 1000 eventi con magnitudo massima pari a 6.9 (Irpinia 1980). Le registrazioni sono codificate attraverso uno standard e distribuite in formato ASCII e SAC. Per la visualizzazione e l'analisi dei segnali si consiglia  “seismosignal” scaricabile qui: http://www.seismosoft.com/en/Download.aspx. Interessanti informazioni sono poi contenute anche nelle monografie che illustrano la caratterizzazione geologica e sismica  delle stazioni di registrazione, scaricabili dal sito web di Itaca.

 

- http://www.protezionecivile.it/cms/view.php?dir_pk=395&cms_pk=15833 il sito illustra i criteri per la microzonazione sismica recentemente pubblicati dalla Protezione Civile con esempi condotti su casi reali.

 

http://www.reluis.it/  il sito, recentemente rinnovato,  illustra le attività del consorzio della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica che, in accordo con i programmi di ricerca nazionali ed internazionali, ha lo scopo di coordinare l'attività delle Università consorziate fornendo supporti scientifici, organizzativi e tecnico-finanziari. Il Consorzio si propone come interlocutore scientifico dei vari Organi del Governo Nazionale, delle Regioni, Province, Comuni e di Istituti pubblici e privati al fine di conseguire concreti obiettivi in ordine alla valutazione e alla riduzione della vulnerabilità e del rischio sismico.

Da segnalare il programma REXEL, attualmente giunto alla versione 2.6 beta, che permette la ricerca di combinazioni di accelerogrammi naturali compatibili con gli spettri delle NTC2008 e dell'EUROCODICE 8 o definiti dall'utente arbitrariamente.

Gli accelerogrammi possono anche rispecchiare caratteristiche di sorgente di interesse in termini di magnitudo momento e distanza epicentrale: evento dominante (terremoto di scenario), inteso come l’evento di magnitudo M a distanza R dal sito oggetto di studio che contribuisce maggiormente alla pericolosità sismica del sito stesso per un prefissato tempo di ritorno (Tr). Il programma restituisce una lista in formato .txt a due colonne (tempo-accelerazione) degli accelerogrammi delle combinazioni trovate facilmente gestibili in Excel o direttamente attraverso seismosignal (vd. sopra), e per ciascuna di esse visualizza informazioni sismologiche sui singoli eventi in formato .xls. Le registrazioni accelerometriche a cui si fa riferimento sono quelle dell'European Strong Motion Database (ESD) e ora anche quelle dello Italian Accelerometric Archive (ITACA) sopra menzionato. Recentemente è stata messa a punto una versione lite del programma accessibile direttamente online al seguente indirizzo:

http://itaca.mi.ingv.it/ItacaNet/CadmoDriver?_action_do_menu=1&_page=REX_rexel_homepage&_rock=INVALID&_state=find&_tabber=5&_token=NULLNULLNULLNULL

REXEL, pure essendo stato messo a punto per applicazioni tipicamente ingegneristiche, permette di ottenere con facilità e con notevole risparmio di tempo moti di input utilizzabili ad esempio in analisi numeriche di Risposta Sismica Locale (RSL) per la progettazione strutturale o condotte in ambito di studi di Microzonazione Sismica (MS), indipendentemente dai validi criteri esposti nelle Linee Guida Regionali per il massimo livello di approfondimento ottenibile (Livello 3) in tali studi a fini di pianificazione urbanistica e territoriale. Va da sé che la selezione degli accelerogrammi naturali in REXEL per analisi di RSL, deve essere impostata per registrazioni su sito rigido (categoria di sottosuolo A) e in condizioni topografiche orizzontali; il fatto di poter disporre di N segnali naturali compatibili con lo spettro atteso su “roccia” e scelti in funzione di condizioni simili a quelle che governano la sismicità dell’area in esame, è sempre preferibile rispetto alla individuazione di un solo moto di input.

 

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